Abolizione dell’articolo 49 del codice deontologico…inevitabile

Il Coina prende posizione a favore del Collegio IPASVI di PISA che ha deciso, come Consiglio Provinciale IPASVI, di procedere alla realizzazione di un nuovo Codice Deontologico (cosi da eliminare il contestato art. 49 del CD), da portare all’attenzione di tutti i Collegi Provinciali e della Federazione Nazionale, riconoscendo in questa l’organismo che deve raccogliere e sintetizzare le istanze degli infermieri.

Ricordiamo cosa cita l’art 49 del C.D. : “L’infermiere, nell’interesse primario degli assistiti, compensa le carenze e i disservizi che possono eccezionalmente verificarsi nella struttura in cui opera. Rifiuta la compensazione, documentandone le ragioni, quando sia abituale o ricorrente o comunque pregiudichi sistematicamente il suo mandato professionale”.

Il Coina alcuni mesi aveva già scritto un articolo nel quale si invitava a rivedere questo articolo [LEGGI].

Leggendo alcuni articoli presenti nel panorama infermieristico sull’abrogazione o mantenimento dell’art. 49 del C.D. abbiamo potuto constatare che vi sono due correnti di pensiero.

Una volta a mantenere l’attuale articolo 49, in quanto, a detta degli interessati, non pone il problema del demansionamento o sfruttamento dell’infermiere, perché questo articolo sarebbe male interpretato dalla struttura o forse sarebbe meglio dire dalla Direzione Infermieristica, e quindi con l’abrogazione non cambierebbe nulla.

L’altra invece ritiene l’art. 49 la goccia che fa traboccare il vaso, e causa della conseguente mancata evoluzione infermieristica, rimanendo così nella realtà una professione ausiliaria visto che con l’abuso di questo articolo si rischia di essere ulteriormente ridimensionati a svolgere attività inferiori a quelle di O.S.S. o peggio ancora di O.T.A. e A.S.S.S.

Ma se i fautori, soprattutto collegi IPASVI e Dirigenti Infermieristici, del mantenimento dell’art. 49 si ostinano a dire che non cambierebbe nulla con l’abolizione, allora perché non attuare quello che associazione di infermieri e sindacati continuano a sostenere?

La missiva inviata da tutti i Collegi Ipasvi della Lombardia contro il Collegio di Pisa[LEGGI], non è supportata affatto nei contenuti soprattutto quando si scrive: “la natura prettamente giuridica, rileva l’ovvia conseguenza che una difformità di lettura ed interpretazione di un articolo del Codice Deontologico, che ricordiamo essere una fonte integrativa di precetto legislativo”. 

Se infatti l’art. 49 secondo l’Ipasvi è male interpretato dalle aziende e, aggiungiamo noi, dalla Dirigenza Infermieristica, la giurisprudenza invece l’ha bene interpretato, respingendo il ricorso di un infermiera costretta a lavare i pavimenti [LEGGI] poiché previsto dall’art. 49 del Codice Deontologico. 

Come si può parlare di evoluzione infermieristica da parte dell’Ipasvi, quando il nostro codice deontologico ci certifica il demansionamento?

Come si può pretendere di essere riconosciuti a livello sociale come Dottori in Infermieristica, quando ci vedono ancora rifare i letti e magari come a Frosinone e Roma lavare i pavimenti e svuotare i sacchi dell’immondizia?

Come si può pretendere che i colleghi infermieri credano ancora nel nostro collegio se poi si sentono dire che i dirigenti infermieristici vogliono un loro codice deontologico e un contratto separato dagli infermieri?

Come fa il Collegio Ipasvi a non capire che continuando così  si rischia una divisione sempre più estesa tra infermieri sul campo e infermieri dirigenti?

La redazione Coina

Fonti:

www.aadi.it

www.ipasvipisa.it

www.infermieristicamente.it

www.quotidianosanita.it