Congedo parentale – Astensione facoltativa. Come sono disciplinati nei contratti della Sanità Pubblica e Privata

Il Congedo Parentale, spesso chiamato Astensione facoltativa o aspettativa parentale è un istituto disciplinato dal D.Lgs 151/2001 (TU sulla maternità e paternità), che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche e integrazioni.

Il congedo parentale, al contrario del congedo di maternità obbligatorio è facoltativo, ovvero deve essere richiesto dai genitori nei modi e tempi previsti dalla norma e dalle modalità indicate dall’INPS.

Si ha diritto fino al compimento dei 12 anni del bambino.

Oltre alla legge, anche i Contratti Collettivi di Lavoro disciplinano alcune modalità:

CCNL Sanità Pubblica Art. 45 “Congedi per genitori”;

CCNL Aris Aiop Art. 31 comma 3 “Congedi per genitori”;

CCL Fondazione Policlinico Gemelli Art. 38 ” Astensione obbligatoria e facoltativa per maternità”.

Tutti i CCL indicano il D.Lgs 151/2001 come normativa di riferimento e variano solo nella modalità di comunicazione all’Azienda dell’avvenuta richiesta all’INPS.

Il congedo parentale spetta ai genitori naturali, che siano in costanza di rapporto di lavoro, entro i primi 12 anni di vita del bambino per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a dieci mesi.

I mesi salgono a 11 se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno tre mesi. Tale periodo complessivo può essere fruito dai genitori anche contemporaneamente.

Il congedo parentale INPS può essere richiesto nei primi 12 anni di vita del figlio, per un periodo pari a:

6 mesi per la madre lavoratrice (dopo l’astensione obbligatoria);
6 mesi al padre lavoratore dalla nascita del figlio. Periodo elevabile a 7 mesi nel caso in cui si astiene per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi;
10 mesi qualora vi sia un solo genitore.

Il congedo parentale può essere richiesto fino a 10 mesi nel caso in cui vi sia un “genitore solo”, ovvero nei casi di morte o grave infermità dell’altro genitore, abbandono del figlio oppure affidamento ad un solo genitore.

Ai lavoratori dipendenti che siano genitori adottivi o affidatari, il congedo parentale spetta con le stesse modalità dei genitori naturali.

Va sottolineato che nei casi di parto gemellare i periodi si moltiplicano in relazione al numero dei bambini nati.

La legge 24 dicembre 2012, n. 228, ha introdotto la possibilità di frazionare a ore il congedo parentale, rinviando tuttavia alla contrattazione collettiva di settore.

Leggi Fruizione del Congedo parentale ad ore. Conosciamolo meglio

Il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80, attuativo della delega contenuta nel Jobs act, prevede che i genitori lavoratori dipendenti, in assenza di contrattazione collettiva anche di livello aziendale, possano fruire del congedo parentale su base oraria per metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente quello di inizio del congedo parentale.

l decreto legislativo 25 giugno 2015, n. 81, ha previsto infine la possibilità per il lavoratore di chiedere per una sola volta la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, al posto del congedo parentale o entro i limiti del congedo ancora spettante. La riduzione dell’orario non deve però superare il 50%.

Ai genitori lavoratori dipendenti spetta:

un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, calcolata in base alla retribuzione del mese precedente l’inizio del periodo di congedo, entro i primi sei anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) e per un periodo massimo complessivo (madre e/o padre) di sei mesi;

– un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, dai sei anni e un giorno agli otto anni di età del bambino solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione ed entrambi i genitori non ne abbiano fruito nei primi sei anni o per la parte non fruita anche eccedente il periodo massimo complessivo di sei mesi;

– nessuna indennità dai sei anni e un giorno (o dai 8 anni se reddito inferiore a 2.5 volte) ai 12 anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento).

La maternità facoltativa ha una struttura molto flessibile tanto che oltre ad essere fruito in un’unica soluzione, vi è la possibilità di frazionarlo: in giorni, mesi oppure ad ore.

La domanda di astensione facoltativa/congedo parentale va inoltrata almeno 5 giorni prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto. Per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, l’indennità è anticipata dal datore di lavoro.

La domanda di congedo parentale online all’INPS viene presentata attraverso il servizio dedicato, con le credenziali INPS che ogni lavoratore può richiedere.

In alternativa, si può fare la domanda tramite:

 – Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;

 – Enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Ricordiamo che se i giorni di congedo parentale si accavallano con i riposi, gli stessi devono essere conteggiati come giornate di congedo. Ad esempio se prendiamo un periodo di congedo parentale dal 1 al 21 del mese ed in questo periodo si sviluppano 17 giorni di lavoro e 4 giorni di riposo, il totale dei giorni di congedo effettivi sono 21 e non 17.

Se invece si richiede un congedo parentale di una settimana di lavoro (dal lunedi al venerdi) ed al termine dei riposi (sabato e domenica) si rientra in servizio (il lunedi), i riposi non vengono conteggiati ed i giorni di congedo effettivi sono 5 e non 7.

Per maggiori info e chiarimenti contattare la sede Coina o chiamare il numero verde INPS 803 164.

La redazione CoinaNews

 

Fonte:

Inps.it

 

Immagini: 

Pixabay