Demansionamento Infermieristico: Coina vince ricorso contro la Fondazione Policlinico Gemelli. Riconosciuto risarcimento di 60.000 euro per danno professionale

Il Tribunale del Lavoro di Roma con Sentenza n. 6954 del 11 luglio 2019, ha condannato la Fondazione Policlinico Gemelli per Demansionamento Infermieristico, ad un risarcimento di 60 mila € per danno professionale all’immagine dell’infermiere.

Si tratta del risarcimento più alto per un ricorso di demansionamento infermieristico, passando dal 5% di indennizzo dei precedenti ricorsi a quasi il 30%, cioè da 10 mila a 60 mila euro di risarcimento.

Il ricorso vinto in tribunale dal nostro collega infermiere (dirigente Coina), supportato dal Coina e grazie alla collaborazione dell’AADI e soprattutto del suo Presidente Mauro di Fresco, il quale è riuscito a dimostrare la tesi dallo stesso sviluppata nel corso degli ultimi 20 anni e più volte esternata in molti convegni, tavole rotonde, incontri, tesi sempre osteggiata dai dirigenti FNOPI e dai vari Dirigenti aziendali.

Ci viene voglia di dire che giustizia è fatta!!!! Ma non è ancora finita.

L’Organizzazione Sindacale Coordinamento Infermieristico Autonomo (COINA), come unica rappresentante degli Esercenti le Professioni Sanitarie, è stata sempre in prima linea esponendosi, anche attraverso i sui dirigenti, per il riconoscimento e il rispetto di chi opera ogni giorno in prima linea nelle corsie degli ospedali.

L’introduzione a macchia di leopardo degli OSS, non è altro che uno specchio per le allodole, in quanto non soddisfa i bisogni dell’utente/paziente, per il semplice fatto che l’inserimento degli OSS, non è in aggiunta al personale infermieristico presente nel reparto, come sarebbe più logico, ma in sostituzione dello stesso, continuando a demansionare gli infermieri.

Con questo modus operandi si è ridotto sempre più il numero degli infermieri, arrivando ad avere un rapporto infermiere/paziente di 1 a 14, come nell’U.O. di Cardiologia Subintensiva o il rapporto di 1 a 3 e talvolta 1 a 4 nelle Terapie Intensive.

Il COINA ha sempre denunciato questa politica dell’Amministrazione, la quale risponde certamente a questioni di bilancio economico, ma chi ne fa le spese? Avere un rapporto infermiere/paziente cosi alto, aumenta in modo esponenziale il rischio di errori ledendo la posizione di garanzia che occupa l’infermiere e perdendo di vista la così proclamata Human Caring (l’assistenza infermieristica riparte dall’uomo).

Per la Fondazione Gemelli, come per altre Aziende Sanitarie, l’infermiere è un tutto fare, sottopagato, sfruttato, demansionato al quale non vengono pagati gli straordinari, i festivi, sono imposte le ferie e dove vengono emanati ordini di servizio via WhatsApp [LEGGI] oltre ad essere sempre Reperibili GRATIS come indicato nella nuova procedura “Gestione assenze”[LEGGI].

Addirittura si è arrivati a sfruttare l’infermiere per coprire le carenze OSS giornaliere o per le ferie [LEGGI] negando il tutto anche all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma.

Il Coina dal 2013 è passato dalle parole ai fatti, denunciando con lettere e diffide il demansionamento infermieristico all’interno della Fondazione Policlinico Gemelli, visto che si è raggiunto dei limiti insostenibili. La Fondazione dopo le diffide del Coina ha si introdotto il personale di supporto, come richiesto nelle numerose lettere, ma non nella modalità richiesta dal Coina e di certo non in sostituzione degli infermieri.

Il Coina è stato sempre osteggiato sia dall’Amministrazione, ma soprattutto dalle altre di sigle sindacali. Sorge spontanea la domanda: “le altre OO.SS. da che parte stanno?” E’ logico che chi rappresenta il personale in tutte le sue figure (impiegati, operai e personale ausiliario) non può (o forse non vuole?) riconoscere le professionalità di chi si trova a far parte del Comparto.

L’esercente le professioni sanitarie in possesso di laurea e iscritto ad ordine professionale è inserito in un calderone (CCL Comparto Sanità) dove le trattative e le richieste che mirano al riconoscimento dei titoli e delle competenze, cozzano in un sistema dove coesistono figure che nulla hanno a che fare con le professioni sanitarie.

Molte sigle sindacali dichiarano anche di avere gruppi di infermieri al loro interno, ma poi non fanno altro che gli interessi propri e delle categorie che maggiormente rappresentano, cioè l’amministrativo, l’operaio e l’ausiliario.

Il Coina combatte da anni per i diritti dei lavoratori e finalmente è arrivato il giusto riconoscimento. Con questa bella vittoria possiamo finalmente dire che avevamo ragione ad affermare che gli infermieri sono demansionati e sfruttati.

Adesso è il momento di unirci per combattere questa piaga professionale per il rispetto delle professionalità, visto che ci attende anche il rinnovo contrattuale.

Avanti Coina…avanti AADI, uniti si vince.

Maggiori informazione contattare info @ coina.it

La Redazione CoinaNews